Nell’ampia area sacra circostante il Tempio di Giove, ove insistono numerosi santuari, tracce di altri templi e la stessa agorà, svettano elegantissime le quattro colonne residue del piccolo edificio realizzato nel V secolo a.C. (rialzate nel 1836). Era il più piccolo tempio della collina sacra, ma, per forme, numero e disposizione delle colonne non si differenziava dagli altri più grandi.
Dopo la vittoriosa battaglia di Imera (480 a.C.), il tiranno Terone adibì i prigionieri cartaginesi alla realizzazione di una quantità di opere pubbliche, dai templi alla rete idrica e, tra le altre cose, nel luogo in cui sboccavano le gallerie drenanti per l’approvvigionamento delle acque, fece scavare “una grande vasca, detta Kolymbetra, del perimetro di sette stadi, profonda venti braccia; condottevi le acque delle fonti e dei ruscelli, ne venne vivaio di pesci per i banchetti e la allietavano cigni e altri volatili. Ben presto la piccola valle incisa tra pareti di calcarenite, posta tra il tempio dei Dioscuri ed il tempio di Vulcano, non fu utilizzata come vasca o piscina, ma interratasi, divenne proprio per l’abbondanza delle acque, un orto e un frutteto tra i più fertili della Valle dei Templi. Oggi grazie all’impegno del FAI, il Fondo per l’Ambiente Italiano al quale è stato affidato nel 1999 e al sostegno economico di alcuni sponsor, il giardino della Kolymbetra è tornato a nuova vita. Un luogo altamente suggestivo in cui storia e natura si intrecciano saldamente , dando vita a un percorso che è fonte di grande emozione per tutti i visitatori. Un sentiero si dipana tra aranci e limoni, gelsi e carrubi, mandorli e salici, tamerici e ginestre consentendo di visitare agevolmente il grande giardino che riassume in se l’aspetto naturale della Valle, così come era in origine. |
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